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fonte Provincia di Rieti

 

anguilla

 

MORFOLOGIA

Taglia medio-grande, con lunghezza totale delle femmine fino a poco meno di 100 cm e peso fino a circa 2 kg, solo in alcuni casi la lunghezza è superiore.

Alcuni testi riportano taglie fino a 150 cm e 6 kg i maschi generalmente non superano 50 cm e 200 g.

Il corpo è serpentiforme, subcilindrico nulla parte anteriore e gradualmente più compresso nella parte posteriore.

La bocca non grandissima è posta in posizione terminale, presenta una mandibola più lunga della mascella con denti conici inseriti su ambedue gli archi mascellari e sul vomere e termina sotto il centro dei piccoli occhi.

Fessura branchiale stretta.
Narici anteriori tubuliformi, in posizione molto avanzata.

Pinna dorsale molto lunga con origine a circa metà della distanza tra l'apice delle pettorali e l'ano pinna anale lunga con origine posta davanti alla metà della lunghezza del corpo, entrambe confluiscono con la pinna caudale, che ha i margini arrotondati.

Pinne pettorali normalmente sviluppate, pin ne ventrali assenti.

Scaglie molto piccole, di forma ellittica cori diametro maggiore di 2,0-2,5 mm e diametro minore di 0,6-0,7 mm, disposte in gruppi irregolari sul corpo, sui capo e alla base, delle pinne, in genere sono poco evidenti perché nascoste da tino spesse) strato di muco.

La pelle, ricoperta da uno strato di muco come si è detto molto spesso, sul dorso è di colore bruno-verdastro e tende gradualmente a schiarire per divenire nella parte ventrale di colore giallastro.

Ha carni bianche molto pregiate.

Bisogna fare attenzione al sangue!

Contiene una tossina che, a contatto con il nostro sangue attraverso ferite o abrasioni provoca pericolose intossicazioni.

La tossina è completamente eliminata dalla cottura.



BIOLOGIA RIPRODUTTIVA


La biologia dell'anguilla non è ancora completamente conosciuta tant'è che la sua riproduzione rappresenta uno dei capitoli più interessanti ed affascinanti dell'ittiologia.

L'area di deposizione sarebbe localizzata, secondo quanto asserito dallo studioso danese Schmidt, nel mar dei Sargassi essendo la specie migratrice catadroma talassotoca (scende in mare per riprodursi).

Il leptocefalo, forma larvale marina tipica degli Anguilliformi, si sviluppa dopo la schiusa dell'uovo, acquisendo una caratteristica forma di foglia e, trasportato passivamente dalla corrente del Golfo, giunge vicino le coste continentali dopo circa 3 anni al momento della sua trasformazione in una ulteriore forma larvale cieca.

La scoperta che i piccoli esseri trasparenti e fogliformi (Leptocephalus brevirostris) erano larve di anguilla europea, è dovuta agli studiosi italiani Grassi e Calandruccio.

Subita la metamorfosi si accalcano, durante il periodo invernale, lungo le foci dei fiumi dove, spinte da un istinto irrefrenabile, ne risalgono le acque.

Dopo un periodo variabile dai 3 ai 15 anni, raggiungono la maturità sessuale.

Si preparano alla migrazione marina subendo un'ulteriore trasformazione che le porta ad assumere una colorazione argentea e ad ingrandire gli occhi.

Da qui il nome di anguilla argentina.


Per la legge:
- è consentito pescarne fino a 5 kg di peso,
- non vi è periodo di chiusura,
- non vi è misura minima pescabile.
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